pubblicità sessista

Romanticherie di San Valentino

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Massimo Guastini By Massimo Guastini 11.02.2017
Ora 11:15

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Da quando ho lavorato insieme ad Alma Mater e Nielsen alla ricerca "Come la pubblicità racconta le donne e gli uomini in Italia" vengo spesso coinvolto in discussioni sul sessismo in pubblicità.

Ieri mi hanno invitato a esprimermi su questa campagna affissioni, uscita nell’area di Cosenza.

In questi casi "disperati", suggerisco solitamente di non riprendere la campagna ma di segnalarla direttamente allo IAP- ISTITUTO DELL' AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA. Il modulo da compilare online lo trovate QUI.

 Malgrado questo suggerimento, sento comunque la necessità di non limitarmi alla segnalazione, per un paio di ragioni.

La prima, è la stolida arroganza con cui rispondono a chi protesta sulla loro pagina Facebook.

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Nessuna vergogna, nessuna intenzione di chiedere scusa. "Il 95% dell'utenza (in questo caso dovreste scrivere utenti - ndr) gradisce e sorride...saluti".

Ma cosa significa? A parte chiedermi da dove tirino fuori questo 95%, mi viene comunque inevitabile ricordare che "miliardi di mosche mangiano merda", forse che il social media manager in questione ha voglia di favorire?

Mi chiedo anche cosa c'entri un invito come quello enunciato in affissione: "A SAN VALENTINO METTILA A 90 GRADI", con la linea editoriale di una pagina Facebook che snocciola massime di Seneca, Socrate, Goethe, Confucio, Gandhi, Leopardi e...Heinstein.

Se vi state chiedendo chi minkia sia Heinstein vi aiuto con un'immagine.

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Tra un pensiero di Leopardi e uno di "Heinstein" questi signori si lasciano travolgere da irrefrenabili pulsioni muladhariche in prossimità di San Valentino.

Due anni fa affissero quest'altro capolavoro del pensiero pecoreccio METTIGLIELO IN MANO

È Annamaria Arlotta a raccontarmi cosa accadde in seguito alla sua segnalazione. Ecco la lettera (sintetizzata) che le scrisse lo IAP. È la seconda ragione per cui stavolta non mi limito alla segnalazione ma mi soffermo e ne scrivo.  

"....È stato quindi contattato l’inserzionista per evidenziare gli aspetti critici del messaggio in relazione agli artt. 9 - Violenza, volgarità, indecenza - e 10 - Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona - del Codice di Autodisciplina, che prevede che la comunicazione commerciale debba rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni.

Il responsabile del messaggio, tuttavia, che non fa parte del sistema autodisciplinare e non ha utilizzato un mezzo di diffusione tenuto all’osservanza delle norme del Codice, non ha risposto alla richiesta. Siamo quindi spiacenti di doverLe comunicare che non sussistono allo stato gli elementi che determinano la nostra legittimazione ad agire.

...Per quanto riguarda la pagina Facebook, abbiamo segnalato la vicenda al social network, per sollecitare un intervento repressivo sulle pagine che riproducono il messaggio contestato. Ci hanno tuttavia risposto che i post presenti sulla pagina non violano le loro guidelines.

 

Se gli inquinatori cognitivi non fanno parte del sistema autodisciplinare e utilizzano un mezzo di diffusione non tenuto all'osservanza delle regole...possono fare quel cazzo che vogliono.  

È qui che c'è un evidente vuoto legislativo da colmare.  

Immaginate un gruppo di scienziati che scrivesse una lettera aperta sul corriere della sera denunciando un’industria all’attenzione pubblica: “abbiamo delle evidenze che dimostrano come state inquinando la falda acquifera della zona X e determinando un incremento rilevante dell’incidenza dei casi di leucemia nella prima infanzia. Fareste spallucce in questo caso? Anche se viveste in quell'area?    

Questo tipo di comunicazione favorisce un cancro che ha molti nomi: discriminazione di genere, violenza sulle donne, femminicidio. E colpisce tutta l'Italia. Fate spallucce? Fortunatamente non ha fatto spallucce il Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto:   "Non ci interessano eventuali conseguenze legali per la rimozione anticipata di questi cartelloni. Non possiamo consentire che vengano diffusi messaggi di arretratezza culturale né, tantomeno, che feriscono la sensibilità femminile già fin troppo vituperata, e non solo, a causa di episodi di attualità che tutti conosciamo.     “Mettiglielo in mano”, “mettila a novanta gradi”. Si parla della donna, metà del genere umano. Non di un portabuchi da riempire con il nostro cosino.   Il problema non è ovviamente se quando giochiamo con la nostra partner facciamo tutte queste (piacevoli cose).   Leccatevi. Praticate il sesso orale, anale e scopate senza ritegno. Anche alla pecorina, ovviamente. Fate tutto quello che possa piacere a entrambi.   Scopate sino allo sfinimento. Questo non è un problema.   Il cancro culturale è la disparità narrativa che affligge cronicamente la comunicazione di massa in Italia. Riguarda anche la pubblicità, ma non solo la pubblicità. Ed è praticamente sempre la donna a essere l’oggetto dell' ispirazione pecoreccia.   Perché quando alcuni cialtroni del marketing e della pubblicità fanno riferimento a una meravigliosa pratica, che dovrebbe avere solo attori protagonisti, assegnano alla donna l'intensità interpretativa di una bambola gonfiabile e a noi uomini il ruolo di riempi buchi? È dunque questa la "dimensione umana"?   Cialtroni.   "Solo quando ogni cazzo e ogni passera saranno rispettati, varrà la pena vivere in questo pianeta".   Vi lascio allo spot ( e traduzione) da cui ho tratto questa citazione. Praticatelo. Che siate o no dei comunicatori.  

Il manifesto di Nacho Vidal

Continuiamo a farci del male. A ucciderci uno con l’altro. Seguitiamo ad ammazzare fratelli e sorelle. Vicini e amici. Costruiamo armi. Facciamo attentati. Senza una logica. È tempo di evolvere.   Amiamo. Scopiamo.   Sostituiamo i missili con dei vibratori. Le armi di distruzione di massa con le orge di massa.   Rinunciamo a invadere altre nazioni e iniziamo a conquistare i culi.   Pratichiamo il bondage invece di schiavizzare i nostri bambini. Possa lo squirting diluire le nostre lacrime. E che le grida di ogni orgasmo sostituiscano i lamenti della fame e della disperazione.   Voglia il cielo il 69 ci faccia dimenticare gli obblighi dei mercati finanziari.   Scopiamo, sì! Scopiamo. E scopiamo.   Abbandoniamo questo modo crudele e ipocrita di pensare. Piantiamola di scandalizzarci per i nostri corpi nudi mentre accettiamo le immagine di corpi mutilati dalle mine anti uomo.   Smettiamola di ingoiare bugie e junk food e passiamo a succhiare cazzi e leccare passere.   Dobbiamo farlo ora. Con urgenza. Senza indugi. Perché solo quando ogni cazzo e ogni passera saranno rispettati, varrà la pena vivere in questo pianeta.

Massimo Guastini
By Massimo Guastini 11.02.2017 - Ora11:15