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Le pubblicità che hanno vinto il Super Bowl 2017

Mr. Clean
Massimo Guastini By Massimo Guastini 22.02.2017
Ora 8:56

Intrattenimento e humor scanzonato rendono vincenti gli spot.

 

Mentre Patriots e Falcons si contendevano il Super Bowl 2017, in una battaglia finita ai tempi supplementari, due campagne pubblicitarie su tutte (84) hanno conquistato il cuore dell’audience composta da 112 milioni di persone. Mr. Clean e Skittles hanno conquistato il primo posto, a pari merito, in una competizione che ha richiesto un investimento di almeno 5 milioni di dollari per partecipare con un 30 secondi.

 

A raccontarcelo è Real Eyes, che ieri pomeriggio ha rilasciato la classifica degli 84 commercial pianificati nel corso del Super Bowl 2017.

 

Avevo già scritto qui dei metodi di ricerca innovativi impiegati da Real eyes.

 

Non rivolgono curiose domande agli utenti, tipo “dopo questo spot comprerebbe il prodotto?”.

Basandosi sulle scoperte delle neuro scienze, rilevano 49 punti chiave facciali nelle migliaia di persone selezionate come campione rappresentativo, per comprendere le emozioni suscitate dalla visione di content video. I punti chiave facciali vengono letti attraverso webcam e poi analizzati con un algoritmo per determinare le emozioni prevalenti.

 

Noi esseri umani abbiamo la comune e bizzarra (per i marketer nostrani) tendenza a dimenticare quanto non ci coinvolge emotivamente.

 

Il marketing US sembra avere appreso e metabolizzato questa umana bizzarria.

 

Tutti i commercial nella top ten della classifica Real Eyes  hanno sicuramente in comune lo sforzo di suscitare le nostre emozioni più che tramortirci di informazioni.

 

Totalmente dissimulato ogni approccio di vendita esplicita, mirano a regalarci emozioni.

 

Danno prima di chiedere. Apparentemente non chiedono proprio nulla.

 

“Ma perdio non c’è nessuna call to action!!!”

 

Lo so. È una brutta botta per chi stenta ad addormentarsi se non piazza almeno un esplicito invito all’acquisto (preferibilmente corredato da punti esclusivi) in ogni atto di comunicazione.

 

Ma quando siamo utenti di comunicazione abbiamo un’altra incomprensibile bizzarria: l’invito troppo esplicito a comprare ci porta inconsciamente a stringere sempre le “chiappe mentali”. Non amiamo le intrusioni brutali. Preferiamo essere corteggiati. Siamo strani.

 

I dati raccontati da Real Eyes mostrano che lo humor è sempre un metodo efficace per coinvolgere il pubblico. I punti esclamativi sono le stampelle delle idee deboli.

 

“Devi amare l’uomo che pulisce” è un’idea forte, raccontata con levità e ironia.

 

Ha anche un insight socialmente rilevante: aiutare la moglie nelle pulizie di casa non rende più piccolo il puntino esclamativo di noi maschi.

 

Quindi non piangerò una lacrima sulla dipartita della call to action. Dovremmo piangere per il fatto che in Italia non vengono pianificate campagne come Mr. Clean.

 

Piangiamo perché un’azienda può invitare, con costanza e impunità, a call to action come

 

“A S.Valentino mettiglielo in mano” (2015)

 

“A San Valentino falla venire” (2016)

 

“A San Valentino mettila a 90 gradi” (2017)

 

e grazie a un evidente vuoto legislativo può continuare a farlo.

 

E ora querela il coraggioso Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto perché ha tolto i poster dalla circolazione.

 

Per questo chiudo con una call to action: per favore firmate la petizione a sostegno del Sindaco!!!

Massimo Guastini
By Massimo Guastini 22.02.2017 - Ora8:56