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Guido Chiovato entra in Cookies

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Massimo Guastini By Massimo Guastini 4.04.2017
Ora 13:27

Francesca Mudanò, Andrea di Castri e io abbiamo il piacere di accogliere Guido Chiovato in Cookies.

Dopo aver lavorato in McCann Erickson, Benton&Bowles, DMB&B, Ogilvy&Mather e come Managing Director nel gruppo Leo Burnett Italia, Guido diventa nostro Executive Partner.

 

Io e Guido siamo molto diversi.

Lui è un art director, io un copywriter.

Lui è del Cancro, io dello Scorpione.

Lui è naturalmente elegante, io sono una bestiaccia.

Ma qualcosa ci accomuna.

 

Nel comunicato stampa ufficiale uscito qui e qui l’ho espresso sinteticamente: condividiamo l’ambizione di accompagnare le Aziende verso una comunicazione contemporanea, che parli la lingua delle persone di oggi, quale che sia il medium utilizzato.

 

C’è di più.

 

Crediamo nei fondamenti tecnici ed etici di un lavoro che entrambi abbiamo ancora la passione di fare, in prima linea, ogni giorno. Perché non ci sentiamo dei pezzi grossi… Troppo grossi per le nostre scarpe.

 

E crediamo che alcuni pensieri siano più contemporanei e utili alla nostra professione, di molte mode e tendenze che chiunque può cavalcare senza per questo essere un professionista.

 

Crediamo che

 

Quando parlava Eschine, gli Ateniesi dicevano: “senti come parla bene”. Quando parlava Demostene, gli Ateniesi dicevano “uniamoci contro Filippo”. Noi siamo della scuola di Demostene. (Giancarlo Livraghi)

 

Le persone non guardano la pubblicità. Le persone guardano quello che interessa loro e talvolta è pubblicità. (Howard Gossage)

 

Il nostro lavoro consiste nello sconfiggere quel tipo di abilità che mette in luce noi stessi invece del prodotto. Il nostro lavoro consiste nel semplificare, nell’eliminare ciò che non è pertinente, nello strappare via le erbacce che soffocano il messaggio del prodotto. (Bill Bernbach)

 

Sii provocatorio. Ma assicurati che gli stimoli nascano dal prodotto stesso. Non è giusto mettere in un annuncio un uomo a testa in giù solo per attirare l’attenzione. È giusto mettere un uomo a testa in giù per dimostrare che il prodotto impedisce alle cose di cadergli dalle tasche. (Bill Bernbach)

 

Qualunque idiota è in grado di affermare: “il creativo sono io” o “il cliente sono io”. La questione non è mai chi sa comandare, ma chi sa comunicare. Cosa dire e come dirlo per non sembrare pubblicità e tuttavia avere un pubblico. Perché se non c’è pubblico non c’è pubblicità. Ma l’odore di pubblicità fa sparire il pubblico. (Questo l’ho scritto io, ma ci crede anche Guido)

 

Infine, crediamo entrambi che la vita è breve

“troppo breve per passarla con dei bastardi.” (Bill Bernach)

 

Ne sono convinti anche Francesca e Andrea. Un altro motivo per cui Guido è ora in Cookies.

Massimo Guastini
By Massimo Guastini 4.04.2017 - Ora13:27